Si conclude l‘avventura dell’IY12.98 Veloce condotta da Matt Hayes. Arrivata a Sydney giusto in tempo per la preparazione e una regata di allenamento IY12.98 Veloce si è resa protagonista di una delle regate più iconiche al mondo chiamate blue water: “Rolex Fastnet, Rolex Giraglia, Rolex Middle Sea Race e appunto Rolex Sydney Hobart, con le sue 628 impegnative miglia, alla sua 80°edizione. Al timone dell’operazione Matt Hayes, uno che di vela ne macina avendo rappresentato l’Australia alle olimpiadi di Savannah e Barcellona sul Soling. “Siamo entrati nello Stretto di Bass con condizioni ideali: Code Zero a riva, randa piena e una velocità stabile attorno ai 10 nodi” racconta Matt Hayes da bordo di Veloce. “Dopo la notte precedente, con vento tra i 30 e i 40 nodi, è stato un vero sollievo. Abbiamo regatato a lungo in condizioni molto impegnative, finché ci siamo resi conto che la situazione stava diventando estrema. A quel punto abbiamo scelto un approccio conservativo per preservare la barca: randa ammainata, tormentina issata e massima attenzione al controllo. Nonostante le onde grandi e i numerosi frangenti, l’imbarcazione si è dimostrata equilibrata e sicura, permettendoci di gestire la navigazione senza mettere a rischio equipaggio e mezzo”. Una scelta tattica, dettata inizialmente dalla prudenza, si è poi rivelata vincente: “Avvicinarci alla costa di Tathra, sulla South Coast del New South Wales, ci ha consentito di navigare ridossati. Con il vento in attenuazione abbiamo potuto riaprire le vele e riprendere velocità. Non era una mossa pianificata, ma alla fine si è dimostrata estremamente efficace”. La fase successiva è stata più complessa dal punto di vista meteorologico: “dopo Green Cape, entrando nello Stretto di Bass, il vento è praticamente scomparso. Ci siamo trovati in una zona di transizione tra il sud-ovest in esaurimento e la brezza da est prevista in arrivo. Siamo rimasti sul lato sbagliato della rotta e questo ci è costato qualcosa in termini di miglia”. Ora l’obiettivo è chiaro: “Abbiamo rimesso la barca in assetto da spinta e da qui in avanti andremo al massimo fino a Hobart”. Dal punto di vista del setup, l’equipaggio descrive una navigazione fluida e veloce: “ Con Flinders Island al traverso abbiamo modificato il piano velico, ammainando l’A2 e passando al Code Zero per lavorare su un angolo leggermente più stretto. La traversata dello Stretto di Bass è stata rapida e pulita. Entrando nella notte il vento è previsto in aumento: passeremo probabilmente all’A5, o eventualmente a un J4, per scendere a tutta verso Tasman Island e poi sfruttare il vento da sud fino all’arrivo”. E la chiusura è da autentico diario di bordo: «Condizioni magnifiche. Una tazza di tè in pozzetto e la barca che corre: difficile chiedere di più». Nelle ultime 20 ore di regata il vento arriva fino a 30 nodi e IY 12.98 oscilla tra la prima e la terza posizione. Congratulazioni a tutto il team: Scott Alle, Jenny Armstrong, Rhys Cameron, Aaron Chadwick, Jameson Coombes, Ian Douglas, Paul Eldrid, Josh Hyes, Dara Herlihy, Lars Hjellestadt, Nicolas Livermore.
IY 12.98 Veloce, carattere oceanico alla Sydney Hobart.




